Era il 1989 quando un muro di pianto cadeva, ed un altro veniva dipinto come inno alla vita da un artista gracilino di fama mondiale: Keith Haring.

Quell’anno Pisa divenne la fortunata prescelta del writer per ospitare la sua unica opera permanente. Innamorato dell’Italia e di quella città colorata e pregna di storia, Haring decise di consacrare il murale battezzandolo con un nome italiano: TUTTOMONDO.

Un ribelle fedele solo all’arte, con tante cose da dire ed abile nel comunicarle con poche linee pulite.

Un tripudio di colori netti, privi di sfumature, che attraggono lo spettatore senza compromessi, delineati da un contorno deciso, per l’artista essenziale per contenere “il sangue”, la linfa vitale.

Keith, grande sostenitore del sesso sicuro e della contraccezione, gay dichiarato in un momento storico nel quale ammetterlo a se stessi e al mondo era tutt’altro che semplice, ben oltre le mode e le ostentazioni.

Keith, guerriero di pace, capace di colpire dritto e forte al cuore, ma senza uccidere, accarezzando.

In grado di dipingere con semplicità la complessità e l’ambivalenza della vita regala al mondo “TUTTO IL SUO”, attraverso quest’unica opera che vanta un titolo.

TUTTOMONDO è una mappa, una testimonianza, un “rebus” di facile comprensione per indicare alle generazioni come vivere in pace e armonia, danzando a ritmi africani. Dove la diversità si mescola naturale e lieve tra note e colori. 30 figure si intrecciano tra loro su 180 mq, rappresentando con estrema semplicità l’armonia del mondo.

Nulla è lasciato all’ interpretazione. Ogni personaggio simboleggia un valore da esaltare o un pericolo da esorcizzare: la mamma con il bambino richiama la maternità, l’uomo che sorregge il delfino spiega l’importanza di rispettare la natura e trovare con essa un equilibrio, la testa/televisore la bellezza della tecnologia ma l’avvertenza al non abusarne. Un deciso NO RACISM in alto a destra è disegnato da 3 omini matriosca (le tre razze del mondo), uno dentro l’altro mentre tengono in mano un cuore, attaccate dal serpente del male e protette da forbici umane  a indicare la capacità dell’uomo di salvare se stesso dal razzismo.

La piacevole confusione riflette a pieno ciò che è stata la sua effettiva realizzazione: armati di pennello, infatti, contribuirono proprio tutti a dipingere il muro della facciata della chiesa di S. Antonio Abate. Studenti, passanti curiosi, frati, bambini, senzatetto. Tutto al ritmo di musica hip hop trasmessa dal ghetto blaster (fedele compagno creativo), alternata alle melodie dei cartoni Disney.

TUTTOMONDO è per noi una mappa visibile per “dire che gli uomini del mondo possono intrecciare braccia, muovere menti, mobilitare sentimenti, ma riuscire a mantenere la pace”.

Un groviglio che si sposa benissimo con il contesto urbano, dove antico e contemporaneo si fondono per lanciare un messaggio preciso: unitevi, e sarete forti. Unitevi e il bene prevarrà sul male. Unitevi e la diversità sarà forza e non limite.

Quasi una premonizione il suo “autoritratto” nel murale pisano: è proprio Keith l’omino giallo in fuga, pronto a congedarsi non prima di averci lasciato, in un’eredità disegnata, le istruzioni per costruire un mondo(TUTTO)migliore.

 

Cinzia Radice

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