“Non siamo venuti qua per supplicare i leader mondiali di preoccuparsi del nostro futuro. Ci hanno già ignorato nel passato e ci ignoreranno ancora. Siamo venuti qui per informarli che il cambiamento sta arrivando che gli piaccia o meno. La gente risponderà alla sfida. E dato che i nostri leader si comportano come bambini, ci prenderemo le responsabilità che avrebbero dovuto già da tempo loro assumersi”

Queste sono alcune parole del discorso che Greta Thunberg ha tenuto il 4 dicembre 2018 alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia. Parole forti, piene di rabbia verso un sistema che da sempre si fa gioco dei più deboli per l’interesse dei pochi. Ma chi è Greta Thunberg? Greta è una ragazzina svedese di 16 anni, affetta dalla sindrome di Asperger, che ogni venerdì salta scuola per protestare davanti al parlamento svedese e rimane lì, con un cartello in mano con scritto: “Skolstrejk för klimatet” (sciopero scolastico per il clima).

Questo gesto di disobbedienza verso il sistema è divenuto in poco tempo l’emblema di un più ampio movimento di sensibilizzazione sui rischi del cambiamento climatico e Greta è presto diventata il volto nuovo dell’attivismo in campo ambientale. In tutto il Mondo si sono moltiplicati a macchia d’olio manifestazioni spontanee organizzate da studenti, e non solo, contro i cambiamenti climatici che culmineranno con il Global Strike for the Future del 15 marzo (Sciopero globale per il clima) a cui Haine We Riot prenderà parte.

Anche in Italia questo movimento ha preso piede rapidamente e la pagina Facebook “Fridays For Future Italy”, nata con l’idea di diffondere l’iniziativa di Greta Thunberg e portarla in tutte le nostre città, è sempre più attiva. “Stiamo scendendo in piazza in tutta Italia, davanti alla sede dei nostri Comuni, per farci ascoltare dai leader politici che continuano a non agire con efficacia contro i cambiamenti climatici. Con una forte mobilitazione dal basso non potranno più ignorarci”. Questo è quanto scritto sul loro sito internet che potete visitare all’ indirizzo https://www.fridaysforfuture.it/  , dove potrete trovare tutti gli aggiornamenti  sulle future iniziative.

Ma perché è così importante manifestare contro i cambiamenti climatici? Perché la crisi climatica, come ha detto anche Greta: “è la più grande crisi che l’umanità abbia mai affrontato. Prima dobbiamo rendercene conto e poi fare qualcosa il più velocemente possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare il salvabile”. Bisogna cambiare il sistema partendo dal basso. E’ necessario rendersi conto che siamo in reale pericolo e che le nostre azioni e le nostre singole scelte hanno un effetto sull’intero Pianeta e  tutti i suoi abitanti,  che si protrarranno per anni e forse secoli. In queste poche righe intendiamo quindi smuovere la vostra sensibilità riguardo ai temi ambientali, ma per farlo non vogliamo ne riempirvi di dati e parole, ne darvi consigli su come indirizzare i vostri acquisti, come fare la riciclata e più in generale ridurre il vostro impatto sull’ambiente.  Il primo passo per affrontare un problema infatti è rendersene conto ed accettarlo! Vogliamo quindi mostrarvi semplicemente cinque immagini che ben rappresentano la drammatica situazioni in cui, per colpa nostra, versa il Pianeta.

Paul Nicklen/National Geographic ©

L’immagine straziante di un orso polare in punto di morte, immortalato dalle telecamere dell’attivista e fotografo di National Geographic Paul Nicklen e da un team di Sea Legacy mentre si trovavano sull’Isola di Somerset, in Canada, rende bene l’idea.

http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2017/12/11/video/orso_polare_muore_di_fame_cambiamento_climatico-3785785/1/

 

Justin Hofman/National Geographic ©

Questa foto è stata scattata d Justin Hofman nelle acque inquinate al largo dell’isola indonesiana di Sumbawa e mostra un cavalluccio aggrappato a un cotton fioc rosa.

Troy Moth/Instagram

Lo scatto realizzato da Troy Moth, fotografo canadese, mostra un orso mentre rovista tra i rifiuti in fiamme di una discarica a cielo aperto alla ricerca di cibo.

Brent Stirton/ National Geographic ©

Lui è Sudan ed era l’ultimo rinoceronte settentrionale bianco di sesso maschile rimasto sulla faccia della Terra. Viveva nella riserva Ol Pejeta (Ol Pejeta Conservancy), in Kenya, dove era sorvegliato 24 ore su 24 da una squadra di ranger armati, che lo proteggono da un possibile attacco da parte dei bracconieri.

 

La drammatica foto del piccolo Alan Kurdi, un bambino curdo-siriano di tre anni, trovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum mentre tentava di raggiungere la Grecia con la sua famiglia, mostra che il cambiamento climatico è anche questo: un treno per scompensi sociali ed una delle maggiori cause delle drammatiche emigrazioni di massa che stanno caratterizzando gli ultimi anni.

“Per 25 anni, in molti hanno parlato alle Conferenze sul Clima delle Nazioni Unite chiedendo ai leader delle nostre nazioni di ridurre le emissioni, ma è chiaro come questo non abbia funzionato visto che le emissioni continuano a salire. Dunque, non gli chiederò nulla. Invece chiederò alle persone nel mondo di realizzare che i nostri leader politici hanno fallito, poiché stiamo davanti a una minaccia esistenziale ed é oramai scaduto il tempo per continuare su questa strada di follia”

È davvero questo il Mondo in cui volete vivere e che volete consegnare alle future generazioni? Tutto questo non può più continuare, è ora di prendere una  posizione netta e dire basta.  Al “Global Climate Strike For Future” noi di Haine ci saremo, scendi in piazza anche te!

Più saremo e più sarà difficile continuare ad ignorarci. WE RIOT!

Federico Merli

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