“Streets are Talkin’ – le strade stanno parlando” è la trasposizione di alcuni articoli dell’omonimo blog in una “Fanzina”, ovverosia una mini rivista prodotta in maniera indipendente.

Sono nate negli anni venti e trenta negli Stati Uniti come espressione degli appassionati della fantascienza, il cosiddetto fandom.

In Italia la più antica che si ricordi è Futuria Fantasia, fondata dal regista Luigi Cozzi negli anni Sessanta.

Sempre negli stessi anni, la fanzine diventa uno strumento di stampa dell’underground musicale e del movimento Hippy e più in generale di tutti i “ragazzi”.

Nel 68 nascono diverse riviste amatoriali di stampo psichedelico e spesso politico.

Ma è negli anni settanta, con il movimento punk, che la fanzine esplode diventando un vero e proprio simbolo di stampa indipendente in forma amatoriale, pubblicando recensioni, interviste di dischi e concerti ignorati dalla stampa musicale ufficiale.

Alcune delle fanzine più famose sono state Sniffin’ Glue, di cui sono usciti 15 numeri fino al 1977, Rippen & Torn, Kingdom Comee Punke se ne possono trovare un buon numero presso Rough Trade, a Londra.

In Italia una delle prime è stata Punkadelic, fatta in proprio da un ragazzo di Milano.

A Bologna c’era Coca Scola, diverso dagli altri fogli italiani perché non parla solo di musica.

Nei decenni successivi il fenomeno si espande anche a tutte le altre scene musicali, ai fumetti, alla narrativa, al cinema amatoriale, all’arte a e tutto il mondo del tifo organizzato.

Quasi tutti i gruppi ultras oggi hanno una propria fanzina, prodotta autonomamente e distribuita gratuitamente in curva, prima delle partite.

In pratica tutte le realtà che non trovano spazio nel panorama odierno dell’editoria, e della comunicazione imboccano la strada dell’autoproduzione.

Le fanzines vengono stampate generalmente in tiratura limitata, spesso su fogli di carta A4 improvvisati.

Le prime erano scritte a mano o a macchina e successivamente stampate.

La rivoluzione digitale e l’avvento dei software di grafica e impaginazione cambiano completamente la produzione delle fanzines trasformandole, a partire dalla fine degli anni novanta, in webzine, che consentono di risparmiare sui costi di stampa e godere di una ampia diffusione tramite internet a livello globale. Nonostante ciò alcune fanzine stampate vengono ancora prodotte per raggiungere persone che non hanno accesso alla rete.

Streets are talkin avrà un ruolo centrale nel nostro progetto diventando una delle voci ufficiali, insieme al blog e ai social, di Haine We Riot e verrà distribuita insieme ai nostri capi di abbigliamento.

Sceglieremo alcuni degli articoli più importanti che verranno pubblicati sul nostro blog o semplicemente pensieri, comunicazioni e idee a sostegno di ciò in cui crediamo, per poter fornire alle persone che ci seguono vere e proprie “pillole” di comunicazione libere, gratuite e soprattutto di strada!

Le Strade stanno parlando…. Noi siamo in ascolto!!!

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