Se non siete stati in Brick Lane non potete dire di avere visto la vera anima di Londra.

Se il Banksy Tunnel, situato il Leake Street nei pressi della stazione di Waterloo, di cui ho scritto alcuni mesi fa, è un museo sotterraneo di Street Art, Brick Lane è la Street Art con la S maiuscola. Ma non solo.

Sceso in Liverpool Street, dopo aver attraversato la zona dei pub strapieni di inglesi in giacca e cravatta e di studenti intenti a dissetarsi in compagnia, mi addentro tra le vie di Londra Est, caratterizzate da migliaia di case costruite con i famosi mattoni rossi che si propagano a perdita d’occhio.  Più mi avvicino al cuore del quartiere più i volti delle persone che incrocio per strada cambiano aspetto.

Si entra nella vera Londra di strada, multietnica e cosmopolita, dove un mix di etnie convivono insieme.

Finalmente arrivo in Brick Lane. Si tratta di una lunga via, quasi 2 km per attraversarla da cima a fondo, in un quartiere ai tempi molto povero e poco raccomandabile: il famoso Jack lo Squartatore, alla fine del diciannovesimo secolo, compì i suoi crimini proprio in questo scenario.

Brick Lane era anche famosa per le industrie tessili e le birrerie; la vecchia Old Truman Brewery, birrificio fondato nel 1666 e oggi centro artistico-culturale si trova al numero 91.

Il nome Brick lane, deriva dall’attività di produzione di mattoni, attiva nei secoli scorsi, che ancora oggi caratterizza molti degli edifici del quartiere.

Il quartiere è stato prevalentemente musulmano ma nel corso degli anni ci sono stati molti cambiamenti, con l’arrivo di una numerosa comunità bengalese. Oggi è un quartiere popolare e multietnico, pieno di ristoranti indiani, gallerie d’arte, e il famosissimo, Brick Lane market, dove ogni domenica vi si può trovare assolutamente di tutto a prezzi stracciati, con veri e proprio pezzi vintage e d’antiquariato, oltre a musicisti di strada e bancarelle dove si possono gustare specialità indiane, arabe, cinesi e messicane.

Brick Lane è da sempre un quartiere molto frequentato dai giovani e da artisti anche perché è vicino alla London Metropolitan University, ed ospita l’Istituto Marangoni, una delle maggiori scuole di moda italiane a Londra.

Il mio albergo è in una delle traverse di Brick Lane. Alle 4 del pomeriggio, in un angolo adiacente al mio albergo, quattro persone si stanno bucando in vena. Rimango abbastanza scioccato dalla scena, ma poi penso a dove sono e mi rendo conto che qui si può veramente trovare di tutto.

Esco dall’albergo e mi butto in strada per esplorare il quartiere. L’aria che si respira è una vera e propria boccata d’ossigeno per le persone come me. Un fermento di vita unico, un crogiolo di popoli, un’invasione di gusti e di sapori, un via vai di persone in un contesto grandioso: un vero e proprio museo di street art a cielo aperto, con un’infinità di graffiti e di colori che caratterizzano ogni via.

Girando per il quartiere si possono ammirare opere di BanksySpace InvaderBen EineROAStick e molti altri. Capolavori di strada per chi è amante del genere e oggi, sicuramente, motivo di orgoglio del quartiere e attrazione sensazionale per turisti e appassionati di quest’arte straordinaria.

La vita notturna è altrettanto soddisfacente. Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: ristoranti indiani, bengalesi, cinesi, giapponesi, italiani, pub inglesi e chi più ne ha più ne metta.

La movida serale è piuttosto movimentata: quasi tutti i giorni ci sono locali dove si può ascoltare musica dal vivo, in genere elettronica, hip hop, rock come il Big Chilly bar, il Bagel Bake shop, il 1001 e il Vibe Bar.

Io mi sono ammazzato di bionde artigianali al Brew Dog, all’angolo con Bethnal Green Road, nato dalla passione per la birra di due ragazzi scozzesi che in pochi anni sono diventati famosi in tutto il mondo.

Dopo tre giorni bellissimi, conclusi con una visita al celeberrimo mercatino di Brick Lane e una english breakfast da antologia, salgo sul pullman che mi riporta verso l’aeroporto.

Mentre il bus attraversa lo sconfinato east end londinese, tra Benthnal Green, Whitechapel, Mile end e Stratford, ripercorro tutta la storia dei quartieri, del West Ham e della Inter City Firm, che qui sono una religione e mi rendo conto di quanto il mio animo sia inevitabilmente affascinato e attratto da questi posti, spesso crudi come un pugno dello stomaco, ma assolutamente autentici.

Sono stato più volte a Londra e credo di averne visto una buona parte. Dalla maestosa Queen’s Way alla zona del centro con il Big Ben e Westminster Abbey, dai grandi musei come la Tate e la National Gallery ai verdeggianti parchi di Kensington, Regent’s e Hyde Park, i pittoreschi quartieri di Camden Town e Portobello Road, ma niente mi ha rapito il cuore come Brick Lane.

E’ qualcosa di “vero” e squisitamente popolare; vale la pena di essere visitato. Lunga vita a Londra Est!

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