Quando ti ricapita di passare un paio di giorni con un amico fidato, sotto le vacanze di Pasqua, e per giunta senza donne? Una chance più unica che rara a una certa età. Così cerchiamo una meta vicina che possa essere una città interessante da visitare ma anche un posto divertente e movimentato.

Abbiamo 30 anni…non siamo mica vecchi!

La nostra scelta ricade su Zurigo, una delle maggiori città della Svizzera, distante solo 3 ore di macchina da Milano.  Così alle 7 di mattina ci mettiamo in marcia attraverso le Alpi, costeggiando il meraviglioso Lago di Vierwaldstättersee, fino ad arrivare a Zurigo dopo neanche 300km di tragitto.

Il nostro hotel è una merda, situato in una viuzza di un quartiere che a prima vista sembra un po’ malfamato e fatiscente. Parcheggiata la macchina, il mio amico tira fuori 6 Becks da 66: sono le 10 del mattino e la festa ha inizio.

Sotto una pioggia fastidiosa ci buttiamo in una via molto lunga chiamata Langstrasse che sembra popolata in maggioranza da stranieri e qualcuno sembra poco raccomandabile. In realtà, man mano che ci addentriamo nel quartiere, esso si apre a noi mostrandoci la sua anima di strada e multiculturale. E’ decisamente variegato e multietnico con decine di ristoranti cinesi, negozietti turchi, indiani, pakistani, bar africani e tanti locali notturni.

Facendo una breve ricerca scopriamo che il quartiere della Langstrasse, situato sulla riva sinistra del fiume Sihl viene chiamato dagli zurighesi, “Little Italy”, “Quartiere latino”, “Chreis Cheib” (quartiere maledetto), “Sündenmeile” (strada del peccato).

Negli anni ’50 era il quartiere degli operai immigrati tra i quali in particolare italiani, spagnoli e portoghesi. All’inizio degli anni ’70, a causa della chiusura delle fabbriche, si è trasformato nella zona a luci rosse della città, dove trovi anche prostituzione, droga, e un po’ di criminalità.

Dopo aver visitato il bellissimo centro della città, aver mangiato una salsiccia gigantesca al famoso Zeughauskeller accompagnata da un paio di litri di birra a testa, ci dirigiamo verso lo stadio cittadino.

Il Letzigrund, una struttura in grado di accogliere 30.000 spettatori, considerata avveniristica visto il limitato impatto ambientale, con il soffitto delle tribune costruito in legno ed il tetto dotato di pannelli solari, è il luogo dove si affrontano in un derby infuocato le due squadre della città, ovvero l’FC Zurich e il Grasshopper Club Zurich.

La rivalità fra le due squadre e le due tifoserie è leggendaria, quanto il calore e il folklore delle stesse.

Credo che una visita negli ambienti calcistici di ogni città sia fondamentale per comprenderne meglio la cultura popolare, le tradizioni e la storia. E’ un punto di vista underground necessario per calarsi il più possibile nelle realtà cittadine e per quanto Zurigo sia una città ricca, costosa, piena di banche e negozi alla moda, con un’università all’ avanguardia, è anche una città viva, giovanile e molto sociale.

Noto con piacere che quasi ogni semaforo, cartello o panchina è tappezzato di adesivi della famosa Zurcher Sudkurve, la tifoseria organizzata che segue lo Zurigo. Un bel segnale di una presenza forte e viva.

Zurigo è rinomata anche per la famosa Street Parade, uno dei maggiori festival di musica elettronica in Europa, con famosi ospiti internazionali, che solitamente si svolge il secondo sabato di agosto.

Finita la visita torniamo in Hotel. Il tempo di una doccia calda e ci buttiamo in un ristorante.

Mangiamo la famosa fonduta ai formaggi accompagnata da una boccia di rosso e poi ci buttiamo in un pub. Dopo innumerevoli pinte di Newcastle Brown Ale ci dirigiamo, un po’ barcollanti, verso Langstrasse.

La pioggia che si abbatte sulle nostre teste non spegne le alte aspettative che avevamo sulla serata e sul quartiere che non vengono in nessun modo tradite.

Di notte, la via si trasforma in un ritrovo pieno di giovani zurighesi e tanti altri ragazzi proveniente dai paesi limitrofi. Ci sono bar e disco pub che si susseguono uno dietro l’altro, discoteche alla moda e altre meno, tanti take-away e diversi negozi aperti H24.  Langstrasse è un quartiere pieno di sorprese!

Neanche il tempo di girare l’angolo e a un metro da noi, due sbirri atterrano un ragazzo e lo arrestano in quattro e quattrotto. Noi ci gettiamo in mezzo alla via e iniziamo una dolce quanto dolorosa via crucis dei locali che sono aperti fino a tarda notte. Gli ingressi sono spesso gratuiti e si può entrare e uscire più o meno dovunque. La musica è scoppiettante e tutti i locali sono pieni. Al quinto disco pub siamo belli gonfi, al contrario del nostro portafogli. Raggiungiamo a fatica l’Olè Olè Bar, un’istituzione nel quartiere, dove chiudiamo con un generoso whisky&coca della staffa.

Il risveglio all’ indomani è leggenda. L’ultimo pensiero prima di lasciare Zurigo, solo dopo un paio di ottimi bratwurst cosparsi di senape, è la tristezza che ci toccherà subire tornando alla “movida” italiana.

La Svizzera non è sicuramente rinomata per essere il posto più divertente del mondo ma ciò non toglie che conservi, in alcune città, dei quartieri come Langstrasse, dove i ragazzi possono divertirsi, conoscersi, interagire senza troppe limitazioni, dove non ci sono vecchi cagacazzo pronti a chiamare la polizia perché all’ una di notte qualcuno sta ruttando sotto casa loro o dove i locali non abbassano le serrande all’01:30, costringendo i ragazzi ad andare a casa o a chiudersi per forza in rumorose discoteche dove le possibilità di conversare sono ridotte a zero.

Le meraviglie di Langstrasse. Un quartiere popolare, di strada, multietnico e giovanile…un gioiello scintillante da preservare, non come quelli abbaglianti ma effimeri che vediamo esposti nelle vetrine dei negozio….

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